La Rete è una risorsa, una possibilità, ma anche un pericolo e un rischio. A farlo sapere è il Consiglio Nazionale del Bambino che accogliendo con gioia la notizia dell’arresto di Avinoam Braverman ha approfittato di questo felice evento per avanzare al governo israeliano la richiesta di fare passi avanti nei confronti dei pedofili che si mettono in cerca di bambini in rete.
“Lo andiamo ripetendo oramai da un bel po’ di tempo che Israele è un paradiso per i pefofili e tutti ci dicono che esageriamo” ha commentato il responsabile del consiglio Yitzhak Kadman che ha ribadito “noi vediamo come accadono queste cose, ancora e ancora, la rete di salvezza per i bambini ha più buchi che filo”.
E’ quindi arrivato, ha fatto sapere il Consiglio Nazionale del Bambino che il governo istituisca dei corso scolastici che a partire dalle scuole elementari insegni ai piccoli come utilizzare in modo sicuro il Web. E’ quindi compito del Ministero della Pubblica Sicurezza istituire una “guardia della rete” che, magari grazie a volontari e sotto la sorveglianza dalla Guardia Civile, possa assistere la polizia in quest’area. Al Ministero della Giustizia dovrebbe invece occuparsi dell’inasprimento delle pene per chi commette questi reati.
Dorit Hoffman, direttore dell’associazione israeliana per la protezione del bambino, ha fatto sapere come negli incontri tra genitori e ragazzi il tema emerga frequentemente: l’associazione che opera negli asili e nelle scuole elementari ha da sempre allertato i bambini circa le conversazioni on line con sconosciuti insegnando loro come avere un comportamento responsabile.
E’ ora il momento che anche il governo israeliano faccia qualcosa: la definizione di “paradiso per pedofili” non ci pare una delle migliori di cui poter andare orgogliosi. (A. B.)
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