Polonia. “Niente gay nell’arte. Meglio zoofili, pedofili e necrofili”. ed è subito polemica.

Un uomo politico dovrebbe essere in grado di guardare al futuro con fiducia ed impegnarsi a fare tutto ciò che gli o le è possibile per portare avanti alla propria idea di domani. In questo Stanislaw Pieta è un politico perfetto: sogna un futuro e spende le proprie energie per renderlo realtà. Parlando di arte, il legislatore polacco ha infatti promesso di “fare tutto il possibile”, peccato solo che le sue forze saranno direzionate contro una mostra di eros omosessuale.

Il parlamentare, che è stato al governo del partito Legge e Giustizia, pare sia stato sommerso di insulti quando ha annunciato come obiettivo imminente la chiusura dell’esposizione di arte erotica omosessuale prevista per il prossimo mese di giugno.

Con la delicatezza e la saggezza tipica dell’uomo del buon governo parlando con ABC, Pieta ha parlato della decisione presa dal professor Piotrowski, direttore del museo generale, chiedendosi solamente per quale motivo in “una tradizione della cultura polacca si sia limitato a considerare opere a tema omosessuale ignorando e discriminando i necrofili, pedofili e zoofili”.

Le accese dichiarazioni del parlamentare conservatore polacco hanno innescato una discussione accesa che pare sia degenerata nel momento in cui un noto portale omosessuale polacco ha preso la decisione di pubblicare il numero telefonico di Pieta permettendo agli utenti di mandare un proprio personale “ricordo al deputato che offende gli omosessuali”. “Fascista, eretico degenere e cattolico demente” sono stati solo tre degli innumerevoli insulti che sono giunti al parlamentare che pare abbia avuto l’insolito privilegio di conoscere il parere del proprio popolo.

Uomo di mille risorse Pieta ha risposto agli insulti con la trasparenza: sul suo blog sono infatti apparsi numerosi dei messaggi ricevuti accompagnati dal commento “sulla vera natura del collettivo omosessuale, tanto impegnato nella lotta alla tolleranza e alla cultura”.

Gli organizzatori dell’evento si sono presi l’ultima parola parlando di Ars Homo Erotica, questo il titolo dell’evento, come di una “esposizione storica e non come una semplice provocazione” ammettendo, per bocca dell’organizzatore Pawel Leszkowich, che “nonostante il tema dell’omosessualità sia ricorrente nell’arte e nella cultura fin dagli anni settanta del secolo scorso, in Polonia l’argomento continua a destare scandalo, ma di certo questo interesse anticipato per l’esposizione rappresenta la miglior forma di promozione e di salvaguardia, anche in caso di censura”. (A. B.)



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