Il sesso in giovane età raddoppia il rischio di sviluppare il cancro della cervice: lo sostiene è uno studio britannico pubblicato sul British Journal of Cancer. La ricerca è stata condotta su un campione femminile di bassa fascia sociale è ha evidenziato come le donne meno abbienti hanno i primi rapporti sessuali molto prima delle altre. E dunque l’alto numero di casi di cancro del collo dell’utero è causato dall’inizio precoce dell’attività sessuale.
Leslie Walker, del Cancer research: “Nel nostro studio, le donne delle classi meno ricche iniziavano in media la vita sessuale quattro anni prima delle donne abbienti perchè le infezioni sviluppate in età molto giovane sono particolarmente pericolose in quanto hanno più tempo per condurre al cancro”. Il cancro della cervice è, come frequenza, la terza neoplasia ginecologica maligna e l’ottava neoplasia maligna tra le donne negli USA. L’età media per lo sviluppo di un cancro cervicale è di circa 50 anni anche se può interessare donne più giovani, anche di 20 anni. Circa l’1% di tutti i cancri cervicali si verifica in donne gravide o che lo sono state di recente .
Il cancro cervicale è essenzialmente una malattia trasmessa sessualmente. Il rischio è inversamente correlato all’età del primo rapporto sessuale e direttamente correlato al numero di partner sessuali avuti nel corso della vita. Il rischio è aumentato anche per le partner sessuali di uomini le cui precedenti partner avevano avuto un cancro della cervice.
L’età della ‘prima volta’ condiziona il proprio curriculum scolastico: infatti gli adolescenti che iniziano a ‘farlo’ molto presto hanno meno probabilità di continuare a studiare dopo il diploma di scuola superiore e spesso e volentieri lasceranno la scuola addirittura prima di conseguire il diploma. Lo rivela uno studio coordinato da Patrick Westa dell’Università di Glasgow e pubblicato sul Journal of Adolescence.
Gli esperti hanno monitorato un gruppo di adolescenti per alcuni anni e osservato che, indipendentemente dai successi scolastici conseguiti fino all’età di 16 anni, coloro che iniziano molto presto ad essere sessualmente attivi hanno una probabilità ridotta di continuare gli studi. In molti casi, hanno sottolineato gli esperti, all’abbandono scolastico o comunque al non proseguimento degli studi oltre il diploma è legata una gravidanza indesiderata e questo vale sia per la giovane rimasta incinta, sia per il suo giovane partner. Ma, hanno rilevato i ricercatori, le gravidanze indesiderate non bastano da sole a spiegare il legame tra l’abbandono degli studi e la sessualità precoce; devono esserci, dunque, altre spiegazioni psicosociali alla base di questo fenomeno. Questi risultati, hanno concluso gli autori del lavoro, suggeriscono che gli educatori, le istituzioni e gli operatori sanitari dovrebbero considerare i segnali lanciati dagli adolescenti ed esplorare modalità per migliorare il grado di continuità scolastica degli adolescenti a rischio.
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