Nella giornata di oggi a Roma in una riunione con vari pezzi più o meno rappresentativi del nostro sempre più sgangherato movimento Lgbtq, verrà presa la decisione sul Pride 2010. La decisione sarà se accettare o meno il suggerimento fatto da alcuni membri del movimento Lgbtq napoletano e dal Presidente nazionale dell’Arcigay Aurelio Mancuso di fare il pride a Napoli. Staremo a vedere anche se in molti danno per scontato che ormai sarà Napoli ad ospitarlo anche perchè, eccezion fatta per qualche mugugno espresso in camera caritatis da parte di qualche elemento che poco conta ma tanto si lamenta, particolari dissensi non ne sono saltati fuori così come non sono state fatte candidature alternative ufficiali o credibili per cui prendiamo atto che Napoli Pride 2010 diverrà da domani una realtà.
Nubi abbastanza minacciose si stanno invece addensando sul pride romano del prossimo anno, tradizionalmente gestito dal Circolo Mario Mieli. Il Circolo Mieli in questi ultimi tempi è balzato alla ribalta per suoi movimenti interni e che a molti sono sembrati essere dei grandi pasticci dal punto di vista dell’esercizio democratico in seno all’associazione romana per cui se ne prendono le distanze.
A tal proposito è di ieri l’iniziativa di Saverio Aversa, giornalista e attivista Lgbtq che ha lanciato un’iniziativa da Facebook, quella di formare un coordinamento per il Pride romano. (…) “non lasciamo che a gestirlo siano associazioni “private” che poi chiedono la partecipazione pubblica della comunità lgbtqi” scrive Saverio Aversa in aperta polemica con le dichiarazioni espresse dalla Presidente del Mieli, Rossana Praitano in risposta ad una domanda posta dall’agenzia Gaynews24. Aversa chiude poi la sua proposta con un appello: “Restituiamo il Pride alla comunità frocia romana, facciamo tesoro delle esperienze spontanee dei mesi scorsi. Chi ci sta?”.
E noi ci chiediamo invece quando lo stesso movimento, oggi riunito a Roma per decidere il da farsi sul pride nazionale 2010, prenderà in seria considerazione di chiedere al Circolo Mieli di farsi da parte nel gestire l’Europride 2011 di Roma prendendoselo in carico. Oppure il contrattino a suo tempo firmato dal Mieli con chi decide le candidature dell’Europride può porre dei seri problemi con il pericolo che Roma, e quindi l’Italia lo possa perdere? A questo punto si potrebbe rischiare che la comunità Lgbtq dell’urbe e le stesse organizzazioni romane, ma non solo, lo boicottino. Dobbiamo rischiare, nella speranza che il tempo faccia dimenticare l”anomalia Mieli’ che alla fine tutto fili liscio? Insomma al solito una ‘commedia all’italiana’. (Max Forte)
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A cagliari vi sembra brutto? lo stiamo aspettando! napoli può attendere!