Oggi alla ricerca di notizie abbiamo avuto veramente un momento di forte scoramento. Il motivo è l’Aids. Le notizie non sono confortanti, anzi. Leggiamo che molti casi vengono scoperti in ritardo, che sono ben 62mila e che di questi oltre 40amila sono morti! Una cifra incredibile che dà la dimensione di quanto sia ancora pericolosissima l’Aids e di quanto tra gli omosessuali sia nuovamente presa sottogamba.
A fase alterne gli omosessuali sembrano essere i meno attaccati da questo contagio, con le cifre date oggi siamo ritornati ancora una volta ad essere una ‘categoria fortemente a rischio’.
In mezzo a questa sconfitta brillano quelli che continuano a dichiararsi nostri rappresentanti e paladini che dell’Aids fanno esclusivamente mercato, battono cassa. Ci sono le ragioni per affermazioni così dure, basta dare un’occhiata alle iniziative messe in campo dalle tre principali organizzazioni Lgbtq nazionali, se non per territorialità per nomea, per renderci conto di come ognuna di essa pensi a se stessa o al proprio tornaconto.
L’Arcigay per prima e grazie all’attivissimo Federico Sassoli (e che aldilà delle critiche che verranno dopo è da ringraziare) ha pensato ad una campagna contro l’Aids dal titolo “Il preservativo sì, il preservativo protegge”. Non è chiaro da chi sia stata creata, ideata e realizzata, probabilmente è un dolce fatto in casa. C’è da supporre che non ci si è affidati a professionisti della comunicazione, ci si è messi un giorno a tavolino e, oplà, il gioco è fatto.
Bordate di critiche sono state mosse contro questa campagna da parte di chi di comunicazione probabilmente ne mastica più di noi e forse anche dei nostri baldi volenterosi giovani dell’Arcigay. Sentite un poco, ad esempio e senza troppi giri di parole, che dicono:“L’amore di coppia è macchiettistico, e nessuno vorrebbe riconoscersi in un’immagine brutta: poteva essere semplice, richiamare un clima legato alla famiglia, utilizzando una location meno triste. (…)” è difficile dargli torto, tra l’altro salta fuori che una delle fotografie utilizzate per la campagna dell’Arcigay fa parte dell’opera di un fotografo, tale Raphael Perez. Non vogliamo essere dei provinciali ma qualcosa qualcuno o di meglio non si è trovato? In Italia, una delle patrie della comunicazione? Forse sarebbe addirittura stato il momento di recuperare il nostro Oliviero Toscani, accusato lo scorso anno dalla Battaglia di aver ideato una campagna troppo ‘fallocentrica’ per il suo Gayvillage. Vuoi vedere che il Toscani l’hanno lasciato perdere per la paura che ti potesse mettere lì una campagna troppo ‘frocia’? Sapete di questo andazzo ci si potrebbe immaginare di tutto…
L’Arcigay non è criticabile per l’azione in sè, anzi, semmai l’appunto da fare è al solito sul metodo seguito e non certo all’altezza di un’associazione di tale portata che dovrebbe avere quali interlocutori fior di creativi!.
Tra l’altro visto che responsabile del settore salute dell’Arcigay è anche candidato quale prossimo presidente nazionale, ci piacerebbe conoscerne l’opinione, sempre se sa di che stiamo parlando visto che sul sito dell’Arcigay nazionale non è presentata da lui mentre dovrebbe esserlo… Non abbiamo in animo una sorta di accanimento nei confronti di Paolo Patanè ma ci sembra pubblicamente sempre più un fantasma, per utilizzare un eufemismo, anche se poi a tutti è noto che sott’acqua sta muovendo i suoi fili, però ci terremmo sapere, per quel che sono le competenze che ancora ha in Arcigay, quali sono le sue opinioni proprio attorno alle sue competenze.
C’è poi il romano Circolo Mario Mieli, che ormai sulla strada dell’auto dissolvimento totale o dell’auto commissariamento (chissà chi sarà poi il futuro commissario…) sembra comunque sempre particolarmente vitale quando si tratta di ‘bussare a denari’. Infatti per l’occasione Aids è andato a bussare alla porta dei suoi padrini politici, la Regione Lazio, orfana del Marrazzo, ed ha messo in opera l’operazione ‘Piacere sicuro’ che sembra lo slogan di un’offerta da supermercato, coinvolgendo un paio di importanti realtà locali. Teniamo a mente che i soldi sono pubblici, paga la collettività.
C’è poi la Battaglia che si è inventata per l’occasione un sito: stopaids.it e quindi, se non si è proprio messa al passo con l’Arcigay ed il Mieli, marca una presenza, ovvero timbra un cartellino per passare all’incasso, anche in questo caso della Regione Lazio, una vacca grassa che sta comunque via via smagrendo, coinvolgendo anch’essa un paio di importanti realtà territoriali ma diverse da quelle del Mieli.
Ovviamente ognuna di queste azioni ha una presentazione alla stampa in ore e date diverse l’una dall’altra, altrimenti verrebbe meno quelle smanie di protagonismo ed autoreferenzialità che condraddistinguono circoloni, circoli, circolini e circoletti Lgbtq del nostro paese ed in particolare nell’Urbe.
Non vogliamo fare qualunquismo o facile populismo ma probabilmente alla stragrande maggioranza di voi viene in mente quello che è venuto in mente a noi: un coordinamento delle azioni di contrasto all’Aids in occasione appunto della giornata mondiale, non era possibile metterlo in atto? Invece ci troviamo con il nostro denaro sprecato per un tornaconto politico della Regione Lazio che caccia i soldi e dei circoli romani che se li prendono mettendo in campo praticamente poco e niente se non parolone belle ma, gratta gratta, prive di un significato reale e che lasciano il tempo che trovano.
Questo crediamo ad esempio dovrebbe essere il primo compito di un vero coordinamento nazionale del movimento gay evitare corti circuiti di azioni solo propagandistiche ed entrare nella sostanza ovvero, che dell’Aids non ci si deve solo ricordare il 1 dicembre e che ognuno, grazie alle sue clientele, non deve inventarsi campagne strampalate per battere cassa questo porterebbe anche avere più rispetto per i malati che si sentono presi in giro da questa spartizione dell’Aids che porta solo soldi, pochi o tanti che siano non importa, in tasca a chi è meglio che queste tasche le tenga vuote. (Max Forte)
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sottoscrivissimo.
non volete fare qualunquismo ed invece lo fate dalla prima all’ultima riga, non sapete nemmeno di cosa state parlandi, di che progetti, da quale bando provengono. Già avete deciso che sono cose inutili, solo per farsi vedere. Questo lo chiamate giornalismo? Questo è diventato solo il classico sito di che non fan ulla ma sputa veleno su chi invece fa. Non ci tornavo da mesi su queste pagine e facevo bene, siete veramente tristi.
Meglio tristi che ipocriti forchettoni, caro Danilo di Roma… e già la provenienza la dice lunga sulla faziosità del commento che hai lasciato.
Va inoltre precisato che, tirato per la giacchetta o per la collottola, oggi nel tardo pomeriggio il responsabile salute dell’Arcigay ha diramato, proprio in qualità di responsabile e dopo tanta latitanza un comunicato che parla di lotta all’Hiv. Coincidenza o pura campagna elettorale? Ovviamente noi pensiamo male e quindi alla seconda ipotesi. Al peggio non c’è mai fine e dopo Mancuso Patanè. Gaudium magnum!
La redazione
Bandi…???? Cos’è Danilo ci vuoi prendere in giro? In quanto ai progetti, i due circoli romani ne hanno solo uno e si chiama ‘soldi’…
posso dire che mi viene da sorridere?Ma che vi ha fatto sto povero Patanè? Se tace è un fantasma,se parla lo fà solo per campagna elettorale.Ma può respirare o deve preoccuparsi?ahahahahahahahah.Scherzi a parte,una curiosità:ma perchè non fate anche voi domande dirette a questi candidati?Insomma siete sempre e solo critici,e l’impressione che date è che la vostra critica sia costruita solo su sensazioni o cmq senzza un riscontro/contatto diretto. Ad un lettore come me finsce per apparire poco oggettiva. Se per voi Patanè o altri fanno qualcosa che non vi convince…intervistate e chiedete conto.Se non lo fate voi che gestite uno spazio di “notizia”,chi dovrebbe farlo?.Diversamente sembra solo un accanimento senza spiegazioni….
Caro Pier, c’è un problema di fondo e di non poco conto: con noi nessuno parla o dialoga in quanto sottoponiamo delle domande che escono dal solito tema della ‘teologia dell’omosessualità’ ma battono quello della pratica, della concretezza e della sostanza. Domande a cui non sanno o non vogliono rispondere in quanto se avessero una risposta sarebbero anche in grado di mettere in opera qualcosa e quindi fare e non chiaccherare. Ecco perchè siamo costretti ad ululare alla luna, ci evitano… evidentemente non sanno cosa rispondere visto che poi la metodologia quanto pratica non cambia mai.
In quanto a Patanè noi abbiamo solo chiesto conto del suo operato visto che ci pervengo comunicati stampa relativi al suo settore firmati da altri. Uno si domanda a questo punto cosa faccia all’Arcigay. Oppure è illegittimo visto che in molti vanno a destra come a sinistra a dire che rappresentano gli omosessuali italiani anche se non dell’Arcigay? Bene se lui è tra questi e ci rappresenta che ci risponda!
Credo che le critiche, se costruttive, inducano sempre a riflessione. Io la vedo molto semplice a dire il vero, innanzitutto la lotta all’HIV dovrebbe essere prioritaria sempre per arcigay, vorrei vedere cartelloni durante tutto l’anno e non solo il 1 di dicembre. In secondo luogo per venire meno a sospetti di ogni tipo le idee pubblicitarie dovrebbero essere scelte attraverso un bando da più persone provenienti da diverse sedi arcigay d’Italia. Anche per evitare che amici degli amici vincano. Poi vorrei dire anche un’altra cosa. Va benissimo il cartellone pubblicitario ma sapere che ci sono locali con dark, saune ecc… nel circuito arcigay mi lascia molto perplesso. In molti di questi luoghi non si fa nessuna prevenzione, a volte mancano anche i preservativi. Allora credo sarebbe opportuno che arcigay prendesse la strada della chiarezza eliminando dai propri circuiti questo genere di locali e facendo pulizia al proprio interno impedendo a gestori e/o imprenditori di far parte della classe decisionale dei vari circoli arcigay.
Vorrei sottolineare che arcigay non risponde mai alle iniziative che vengono proposte (vedi la proposta del concorso per i video contro l’omofobia alla quale, su quasi 30 circoli a cui è stata mandata la proposta, solo due non arcigay hanno risposto) salvo poi accusare di qualunquismo chi fa notare i lati oscuri dell’associazione.
Marino Buzzi