Abbiamo fatto alcune domande per conoscerlo meglio come autore a Gabriele Sonnino in occasione dell’uscita del suo secondo romanzo a tematica omosessuale “Viaggio verso di me”, apparso in libreria dopo il fortunato “Non sono un alieno”.
Gabriele, cosa ti porta a scrivere e quando hai scoperto la tua vena creativa?
Adoro scrivere perchè mi permette di esprimermi nel profondo, nelle viscere come qualcuno direbbe, consentendomi un rapporto profondamente liberatorio e intimistico con me stesso. E’ bellissimo, te lo assicuro. Non ho alcun debito con la mia coscienza. Ecco, mi sento così. La mia vena creativa l’ho scoperta già a 18 anni, quando mi dilettavo a scrivere brevi racconti. Proprio in que periodo, tra l’altro, ricordo che passai un’intera estate dai miei nonni, in campagna, e lì, complice la tranquillità e la serenità dell’ambiente e in generale della situazione, scrissi un mio primo romanzo, paradossalmente la storia era un prototipo di quello che sarebbe diventato “Non sono un alieno”. Peccato che sia andato perduto.
Perchè i tuoi due romanzi sono ambedue a tematica omosessuale?
Premetto che io scrivo su qualsiasi cosa. Mi piace la politica, mi sono laureato in Scienze Politiche e spero di pubblicare nel futuro anche numerosi saggi, dall’attualità ai problemi sociali, passando per la politica, ovvio. Mi piacciono anche le storie fantasy in quanto mi aiutano ad evadere a volte dal grigiore del mondo, dai suoi recinti mentali e fisici, e adoro anche i romanzi. Specie quelli di attualità. Ho pubblicato questi due romanzi perchè li ho scritti quasi consecutivamente, anche se “Viaggio verso me” l’ho rivisto successivamente più volte, dopo averlo messo per un bel po’ in un cassetto.
Vuoi raccontarci la genesi del tuo ultimo lavoro?
Certo. Viaggio verso me nasce in un momento di profonda introspezione. Ricordo che avevo appena finito il primo romanzo e sentivo che volevo ancora scrivere, comunicare al mondo altre emozioni che sentivo ma che non decifravo ancora. Cosi un giorno mi sono seduto alla scrivania e ho iniziato a scrivere, e mentre lo facevo, mentre il romanzo venivo fuori, spesso mi commuovevo per quello che stavo scrivendo, per le situazioni, per le riflessioni, e più lo facevo, più volevo andare avanti per capire dove tutto ciò mi avrebe portato. Quando il romanzo è finito ho capito che avevo scritto qualcosa con l’anima, non con le dita, e sono letteralmente impazzito dalla felicità. In sintesi “Viaggio verso me” è la storia di un uomo, Alessio, che compie un viaggio in autostrada per andare a trovare la persona che ama. Quel viaggio però diventa un viaggio dentro e fuori se stesso, un viaggio che lo porterà verso lidi che non avrebbe mai immaginato. E’ una storia unica, speciale, ma nella quale ci si può facilmente riconoscere per i sentimenti e per le riflessionio, nonchè anche per le esperienze del protagonista.
Hai in mente altri progetti?
Si ne ho tanti, forse troppi. Sentirete ancora molto parlare di me ehehehe
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