La conferenza ecclesiastica della chiesa cattolica ghanese fa sapere di avere a cuore, oltre alle anime dei propri fedeli, anche la pace e la giustizia. I vescovi dello stato dell’Africa occidentale riunendosi hanno però emesso un comunicato che condanna l’omosessualità considerandola alla stregua di altri flagelli sociali quali la pedofilia, incesto, la corruzione e la violenza. Un ottima premessa, non c’è che dire.
Come riportato dal sito internet All Africa le massime autorità della Chiesa Cattolica del Ghana si sono ritrovate insieme per una settimana a Yendi, nel nord del Paese, per una conferenza dal titolo “la chiesa del Ghana al servizio della riconciliazione, la pace e la giustizia”.
Un piano ambizioso insomma quello dei vescovi del Continente Nero che però non sembra in alcun modo riguardare gli omosessuali: la conferenza ha ribadito come ogni riconciliazione sia impensabile e come sia invece giusto rispettare gli “imperativi” della cultura nazionale quali il rispetto degli antenati, la decenza e la promozione dei valori della pace e della giustizia attraverso il dialogo.
Il Ghana rappresenta di certo terreno estremamente favorevole per la Chiesa cattolica locale che parla a circa metà del Paese. Ricordiamo che in Ghana come nella maggior parte delle nazioni del continente africano l’omosessualità è illegale e punibile con il carcere e anche in Ghana vige una Costituzione che proibisce la discriminazione in funzione alla razza, al luogo di nascita, alla religione e al genere, ma non parla di orientamento sessuale. Ci sentiamo così vicini alla nazione africana, proprio per questa ragione. (A. B.)
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