In Francia si riaccende il dibattito sul matrimonio gay. Posizioni politiche e prossimi sviluppi.

Galeotta fu l’adozione lesbica…
E’ raro trovare “notizie gay” provenienti dalla Francia, terra che da anni garantisce le coppie di fatto ma che non sembra voler spingersi oltre. Fino ad oggi, quanto meno. Sono infatti passati esattamente dieci anni dall’approvazione dei PACS da parte del governo socialista di Lionel Jospin e solo oggi in Francia sembra che qualcosa si stia muovendo sul fronte dei diritti LGBT.

Il caso scatenante è stata la decisione del tribunale di Besancon di consentire ad una ragazza lesbica che vive in coppia di adottare un bambino. Il ritorno del tema LGBT nelle cronache ha fatto sì che tra i cugini d’Oltralpe si accendesse un dibattito che sembrava oramai congelato da anni, obbligando in un certo senso i grandi partiti francesi a prendere una posizione a riguardo. Vediamo come si sono schierati

La sinistra dice sì, ma è opposizione
La risposta più immediata è stata quella di Martine Aubrey, segretario generale dei socialisti francesi, che si è detta a favore del matrimonio tra persone dello stesso sesso e della possibilità di adozione da parte di una coppia omosessuale. “Vogliamo che ognuno possa amare chi gli pare. Siamo a favore del matrimonio e dell’adozione” ha spiegato alla stampa chiarendo come “lo stato non ha diritto di scegliere con chi dobbiamo vivere e chi dobbiamo amare”. La posizione dei socialisti, oggi all’opposizione, è assolutamente chiara ed è di importanza centrale visto che anche partiti più a sinistra nel panorama parlamentare francese non avevano mai preso una posizione così netta.

Un messaggio forte
La destra non si pronuncia a parole, ma le leggi parlano chiaro
Nonostante non risultino dichiarazioni ufficiali di Sarkozy a riguardo possiamo pensare che la sua posizione non sia di certo altrettanto favorevole. La profonda revisione dei PACS promessa dall’UMP, attuale partito di governo, giace dimenticata dopo le promesse elettorali e tutti gli sviluppi in vista della possibilità da parte di una coppia omosessuale di adottare il figlio avuto da uno dei due partner sono irrimediabilmente svantaggiate da una legge che omette ogni riferimento all’omoparentalità rinforzando così la posizione dei genitori biologici.

Un silenzio eloquente
Il centro ha scelto i gay o quasi
Per quanto riguarda i segni dal centro, la politica francese sembra alquanto incerta. Il centrista Francois Bayrou, arrivato terzo nella corsa all’Eliseo, ha scelto la strategia dialettica di posizionarsi a favore degli omosessuali dichiarando che “gay e lesbiche devono godere degli stessi diritti” ma senza manifestare il proprio parere favorevole al matrimonio. Bayrou ha anche detto di non essere contrario al fatto che visto che i single possono adottare, anche alle coppie omosessuali vengano riconosciuti i diritti di paternità.

Un atteggiamento dubbio
In definitiva, anche se grandi cambiamenti in un periodo immediato sembrano alquanto improbabili, rimane interessante che attorno al silenzio della destra francese oggi al governo si stiano sviluppando dibattiti sul tema dei diritti LGBT, spesso troppo accantonato in nome di un “diritto acquisito”. Che sia ora di andare oltre e di credere nel matrimonio e nella paternità? (A. B.)



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