E’ tutto un programma
Gli studenti inglesi impareranno a scuola quello che gli servirà nella vita. Per venire in contro al crescente problema della violenza è proprio dal Regno Unito che arriva l’annuncio che il bullismo nei confronti dei transessuali e l’uguaglianza di genere saranno due argomenti integranti dei programmi scolastici. Le lezioni, che saranno impartite dall’età di cinque anni, avranno un programma adattato agli studenti di ogni età e saranno inserite all’interno dell’educazione personale, sociale e alla salute (PSHE).
Ad annunciare la decisione è stato il ministro per l’istruzione Vernon Coaker che ha ribadito come “le lezioni saranno appropriate per l’età, dai cinque ai sedici anni il programma è totalmente diverso: da come i nomi possono offendere le persone, in episodi di bullismo ad argomenti più complessi”. Queste nuove lezioni inizieranno nell’anno scolastico 2011/12 e tratteranno anche di relazioni omosessuali e di HIV.
Il bullismo e i trans
Il professor Stephen Whittle, presidente del gruppo trans Press For Change, commentando la scelta al quotidiano Metro ha fatto sapere di “accogliere assolutamente di buon grado la decisione” spiegando come “i ragazzi vittime di bullismo tendono a rinviare la questione sul genere ad un periodo successivo della propria vita”. I professori, fanno sapere dal ministero, forniranno le linee guida sul bullismo transessuale anche da un punto di vista sessista, sessuale.
Il piano, sostenuto dal Dipartimento per i Bambini, le Scuole e le Famiglie, si rivela particolarmente ambizioso e ricco e sembra andare nella direzione giusta prefiggendosi tra gli obbiettivi anche quello di combattere la violenza all’interno dei rapporti tra adolescenti. Uno studio dimostra come una ragazza su quattro sia vittima di violenza da parte del fidanzato e una su tre ha parlato di attività sessuali prestate dietro minaccia.
Qualche ombra rimane
È giusto ricordare come il curriculum PSHE sarà obbligatorio in tutte le scuole, nessuna eccezione confessionale o di qualsiasi altro tipo: ovviamente le scuole religiose potranno scegliere la propria linea di lezione in base al proprio credo. I genitori potranno scegliere di non far partecipare i propri figli fino all’età di quindici anni e non più di diciannove. Qualche perplessità rimane, purtroppo, sempre. Ma l’idea è buona, basta solo applicarla nel modo migliore. (A. B.)
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