Nel giorno del TDOR viene trovata morta carbonizzata l’ennesima vittima del potere maschile, una persona che, come tutte le altre vittime dell’omofobia e della transfobia, ha avuto l’unica colpa il cercare di essere se stessa. È una storia sporca quella che circonda il mondo di Brenda della quale, purtroppo temo, sapremo ben poco. Le persone transessuali e/o transgender sono le prime vittime della violenza del maschio eppure le loro storie, le loro vite, rimangono estranee alla maggior parte delle cittadine e dei cittadini. Si parla di loro solo quando vengono coinvolt* in qualche scandalo legato al personaggio famoso di turno oppure, paradossalmente, quando partecipano a qualche reality, spesso umiliat* e mostrat*, non come esseri umani, ma come “fenomeni”.
Di loro, in Italia, non parla nessuna pubblicità contro l’omofobia.
A ben pensarci lo spot voluto dalla Carfagna non parla di nessuno di noi.
Mia nipote, una ragazza decisamente sveglia, mi ha detto che la prima volta che ha visto lo spot non ha capito di cosa stesse parlando. Mi ha fatto notare che “noi” in quello spot non ci siamo.
Ed è vero.
Al ministero per le pari opportunità sono riuscit* a realizzare il primo spot contro l’omofobia che NON parla di omofobia. Non ci siano noi, non ci sono le nostre vite, non ci sono le nostre storie, non c’è il senso di abbandono da parte della società, non c’è il rifiuto, la rabbia, il dolore.
Non mi importa se lo spot viene trasmesso o meno perché non serve, non serve ai gay, non serve alle lesbiche e, soprattutto, non serve alle persone transessuali e/o transgender.
Ciò che mi fa rabbia è il senso di rassegnazione con cui questo spot è stato accolto dalla comunità GLBT, troppe persone si lasciano umiliare senza neppure rendersene conto, troppi sussurri, troppe voci a dire che è pur sempre un passo avanti.
Ma non è un passo avanti e a conferma di questo ci sono le difficoltà quotidiane con cui tutt* noi siamo costrett* a fare i conti, difficoltà che in quello spot non appaiono mai.
Allora, visto che non mi piace essere un disfattista che critica e basta, lancio un appello alla più grande associazione GLBT italiana, arcigay, perché prenda in mano la situazione e si mobiliti.
La mia proposta è semplicissima, parliamo noi di omofobia, parliamo delle nostre storie, delle nostre vite, delle nostre difficoltà.
Chiedo ad arcigay di indire un concorso aperto a tutte le persone, un concorso che abbia un titolo del genere: “Parliamo di omofobia”, un concorso aperto a tutt* omosessuali, eterosessuali, trans, bisex, uomini e donne e trans, giovani e anziani. Chiediamo alla gente di realizzare dei video contro l’omofobia e istituiamo un premio. I soldi non dovrebbero essere un problema (e non occorre comunque mettere grosse cifre come premio), se si trovano per Mr. Gay Italia si possono trovare anche per un concorso video contro l’omofobia. Poi diffondiamo il materiale migliore sul web, mostriamolo nelle nostre associazioni, promuoviamolo in librerie e centri sociali.
Riprendiamo in mano la situazione, dimostriamo a questa orribile politica che non basta darci un contentino per farci stare buoni, che abbiamo voglia di lottare, di far sentire la nostra voce, di smetterla di essere vittime.
Perché, davvero, le nostre differenze devono contare. (Marino Buzzi)
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caro marino buzzi, l idea di indire un concorso è bella e condivisibile,ma xfavore non stiamo a pignoleggiare su ogni cosa..a me la pubblicità piace tanto,capisco ke non parla di noi,però rende ben chiaro il concetto di uguaglianza in modo semplice e superficiale..proprio come la maggior parte di italiani ke la guarda!
beh, direi che parlare di omosessualità e di omofobia sono due cose diverse. Quando non è interiorizzata, l’omofobia riguarda gli eterosessuali, quindi è giusto che lo spot parli di loro.
Se ci concentriamo sulla violenza ispirata dall’omofobia è un conto.
Ma se parliamo di omofobia come atteggiamento mentale, ci rendiamo conto le vere vittime dell’omofobia sono i nostri genitori in primis, poi i nostri compagni di scuola (per chi è giovane) o i colleghi. I nostri fratelli.
Insomma, la prima vittima dell’omofobia è la la gente eterosessuale.
da questo punto di vista il video, anche se migliorabile e di molto, qualcosa dice.
Magari non tutti capiscono di cosa stia parlando quello spot… ma non è detto che lo spot diventi efficace proprio perché uno lo capisce più tardi… riflettendoci… di cosa parlava.
Parlava degli eterosessuali omofobi.
No scusa non sono d’accordo. Non parla per niente di eterosessuali omofobi. Non parla proprio di niente se è per questo.
E’ inutile non c’è niente che potrebbe andare bene , la verità è questa , la verita e l’assoluta e caparbia negazione su ogni iniziativa – da qualsiasi parte essa arrivi – ma nello stesso tempo a questa continua negazione di qualsiasi iniziativa c’è il vuoto e la demagogia totale – la continua assonanza con il transessualismo e i viados – non può pagare , e non è giusto farlo – con tutto il rispetto per una persona che è morta in maniera disumana – ” come se ci fosse una morte ammazzata umana” . Finche non metteremo onesta nei nostri giudizi, – e nella nostra modalità di porci e uscire dai recinto del LGBT ma essere un movimento aperto e contro ogni forma di negazione dei diritti civili delle persone saremmo tenuti ai limiti della società.
Marco se le iniziative sono iniziative inutili e fuorvianti allora vanno contestate. Mi sembra però di aver proposto “altro”. Ma le proposte non sono ben accette se non vengono fatte dalle solite persone conosciute agli alti ranghi.
Marino
siete maestri nella demagogia .marino, tutto quello che viene da questo governo e inutile e fuorviante – dimmi cosa non contestate da questo sito – e che la politica barricadera non paga, ma crea solo confusione e continua a dare di noi un immagine distorta . oltretutto non fa altro che fare il giogo di acerrimamente credi di combattere.
Quale sono poi sti alti ranghi di cui parli sarebbe più onesto fare i nomi o almeno far capire di chi si tratta , ma questo sistema dell’insinuare e ormai un costume di questa società.