Pronto a varcare la soglia dei fatidici settanta, Ian McKellen non ha proprio voglia di smettere di lavorare e di provocare. È infatti alle porte il debutto della sua nuova miniserie “The Prisoner” che lo vedrà tra i protagonisti e, nella sua ultima intervista concessa a The Los Angeles Times, il Lord spazia dai diritti gay al suo imminente compleanno passando per un possibile ritorno di Gandalf. Il due volte nominato all’Oscar e vincitore del Tony ci tiene a specificare di non essere d’accordo con chi vede “i settanta come la fine della strada” ma torna immediatamente serio quando si parla di diritti omosessuali e di organizzazioni religiosi.
L’attore, prossimo al ritorno sul grande schermo anche con The Hobbit, ha fatto sapere, a vent’anni di distanza dal suo coming out, di essere profondamente “disilluso” nei confronti delle organizzazioni di ispirazione religiosa. Nel suo ultimo film, The Prisoner, un remake di uno show britannico degli anni sessanta, si trova a fianco di Jim Cavazel che gode della fama di fervente cattolico dovuta anche alla sua partecipazione al discusso “The Passion of the Christ” per la regia di Mel Gibson.
“Sempre di più vedo nelle religioni organizzate il mio nemico. Sono loro per prime a trattarmi come se fossi loro nemico” ha dichiarato l’attore “non tutti i cristiani, di certo. Non tutti gli ebrei o i musulmani. Ma i leader sì” domandandosi poi “per quale motivo dovrei rispettare il comandamento che mi impone il celibato circa i miei bisogni sessuali? Non siamo nell’Era del Bronzo. Se ho perso Dio, la colpa è delle religioni”.
Un uomo che ha le idee chiare, non c’è che dire. Per leggere l’intervista nella sua interezza eccovi qui l’originale. (A. B.)
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