Più ci si avvicina alle coste del Sud del Vecchio Continente e più la condizione della comunità LGBT europea peggiora. Sembra infatti difficile pensare che Cipro, Grecia, Italia e Francia abbiano qualcosa in comune che non sia il Mediterraneo. Ed invece ad accomunare queste nazioni bagnate dal Mare Nostrum è la discriminazione nei confronti di omosessuali, bisessuali e transessuali.
Un’indagine realizzata dalla Commissione Europea ha indagato sulla condizione omosessuale nel nostro continente e si è accorta come una persona su sei, in Europa, racconta di aver personalmente incontrato la discriminazione su base razziale, religiosa oppure circa questioni legate all’età, alla disabilità o all’orientamento passato.
I dati si riferiscono ad episodi accaduti l’anno scorso e denotano come la discriminazione più frequente è quella legata alla disabilità oppure al fattore anagrafico ed il sessantaquattro percento degli intervistati pensa che la crisi porterà ad un aumento della discriminazione anagrafica sul posto di lavoro.
Tornando al tema da cui eravamo partiti possiamo dire che la discriminazione basata sull’orientamento sessuale è in leggera diminuzione dal 2008 ad oggi. Il quarantasette percento degli europei pensa che sia diffusa in larga scala e le percentuali salgono in modo importante se la domanda è posta ad abitanti di paesi come Cipro (sessantasei per cento), la Grecia (sessantaquattro) e l’Italia e la Francia (entrambe al sessantuno per cento).
I paesi peggiori in quanto a discriminazione risultano quindi Cipro e la Grecia ma l’intero bacino mediterraneo, con l’eccezione della Spagna, sembra non godere di un’ottima uguaglianza nei confronti del popolo LGBT. Un dato interessante è ad esempio quello che rivela come gli abitanti di paesi recentemente entrati a far parte dell’Unione Europea tendenzialmente non considerano un grave problema la discriminazione LGBT. Solo il ventidue per cento dei bulgari o dei cechi vede una diffusione ampia di questo problema e la percentuale sale, ma solo di poco in Slovacchia ed in Estonia (rispettivamente ventisette e ventotto per cento).
Questo dato va anche però immediatamente rapportato con il fatto che da quei paesi dell’Est Europa gli intervistati hanno parlato di un numero, in media, estremamente ridotto di amici o conoscenti LGBT.
Se la media europea di persone che sostengono di avere amici omosessuali è del trentotto per cento, il livello scende invece drasticamente in paesi come la Repubblica Ceca (venti), Estonia (diciassette) Slovacca (quindici) fino a toccare il record negativo di sette in Bulgaria. Vincono il premio di nazioni con più amici omosessuali la Svezia e la Francia (entrambe a cinquantanove) e la capolista Olanda (sessantotto). (A. B.)
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