Contraccezione ed omosessualità sono temi scomodi per la scuola inglese. Ecco il rimedio: il dovere della consapevolezza e della conoscenza e la tolleranza.

Ragazza incintaForse proprio per le recenti statistiche che parlano dell’Inghilterra come della terra con la maggior percentuale di gravidanze adolescenziali nell’Europa occidentale, è proprio dalla perfida Albione che arriva una grande rivoluzione per quanto riguarda l’educazione sessuale.

A partire dal settembre 2011 sarà infatti obbligatorio per tutti gli studenti dell’età di quindici anni almeno un anno di lezioni che trattino di sessualità ed affettività. Non si accettano proteste da parte dei genitori: è una materia scolastica ed in quanto tale non ci si può sottrarre, fa sapere il segretario all’istruzione Ed Balls. Oggi fino ai diciannove anni i genitori possono non far frequentare queste classi ai propri figli, dal 2011 solo per i minori di quindici anni vale questo diritto. Basterà?

Il Regno Unito riparte dalla scuola per affrontare il difficile tema della sessualità consapevole in età adolescenziale. Dall’anno prossimo, tutte le scuole del Regno saranno inoltre tenute ad insegnare ai propri studenti, già dall’età di cinque anni, tutto quanto riguarda l’economia, la salute, i rapporti sociali e personali. Tutto per gradi, ovviamente.

Si partirà dalla scuola elementare con le parti del corpo, le relazioni interpersonali e come comportarsi con le emozioni e si passerà poi alle scuole medie e superiori affrontando i difficili temi della contraccezione, dell’HIV, della gravidanza e delle diverse forme di relazioni interpersonali, comprese quelle omosessuali. E proprio a questo livello gli studenti saranno obbligati ad essere presenti, senza esclusioni.

La legge è uguale per tutti, fanno sapere dal Regno Unito, anche per le scuole confessionali. Può cambiare “l’approccio alla materia secondo l’etos”, fa sapere il Governo, ma nessun istituto può considerarsi escluso dal dovere di informare gli studenti circa l’educazione sessuale. La preoccupante specifica fa pensare a scenari in cui una scuola cattolica parlerà sì di omosessualità e della possibilità di una relazione tra persone dello stesso sesso, ma specificando che si tratta di peccato.

Il segretario Ed Balls a riguardo ha dichiarato: “è possibile insegnare la promozione del matrimonio, è possibile insegnare che non si dovrebbe consumare sesso fuori dal matrimonio, mentre ciò che non si può negare è informare i giovani circa la contraccezione fuori dal matrimonio” aggiungendo che “per quanto riguarda l’omosessualità, nonostante alcune confessioni religiose la possano considerare giusta o sbagliata, ma quello che non possono fare è smettere di insegnare al valore ed all’importanza della tolleranza”. Ci sembra un buon punto di partenza, ma non nascondiamo qualche perplessità circa quella parola: “tolleranza”. (A. B.)



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