La campagna del Governo contro l’omofobia ovvero tanto rumore per poco. Parola d’ordine: superficialità.

campagnaomofobiaE così la montagna ha partorito il topolino (e, come se non bastasse, parecchio costoso a quanto pare).
Tanta pubblicità e tanto clamore per un’iniziativa che, molto probabilmente, non avrà nessun effetto sulla società. Sto parlando della campagna contro l’omofobia promossa dal ministero per le pari opportunità e dalla ministra Mara Carfagna che dopo il pessimo inizio nei confronti delle comunità GLBT sta cercando di ritornare in pole position con una serie di blande iniziative.
Mettiamo subito le cose in chiaro, non voglio essere quello che va comunque e sempre contro, una campagna contro l’omofobia è una bellissima idea ma va fatta nel modo giusto. Così, mentre qualche leader gongola e mentre una parte delle persone GLBT (soprattutto quelle di destra) urlano al trionfo e alla vittoria noi dobbiamo assistere a un video che non affronta in maniera seria il problema dell’omofobia e che propone una soluzione superficiale. Ancora una volta si rinnega il valore della diversità, si vuol far passare l’idea per cui la persona eterosessuale non debba “fare caso” all’omosessualità, perché nella vita certe differenze non possono contare. Ma lo sappiamo tutt* che le differenze contano eccome. Lo sanno bene le persone GLBT che sono state aggredite, offese, violentate o uccise e che ora, grazie ad uno spot che paragona l’interesse per il numero di scarpe di qualcuno al suo essere o no omosessuale, dovrebbero sentirsi in qualche modo grati ad un governo che, a parole, è aperto a tutt* e, nei fatti, disprezza ogni forma di diversità.
Non si perde occasione, ovviamente, per far notare che la sinistra non ha mai dato vita ad un’iniziativa del genere. Ed è vero. Peccato però che il precedente governo Prodi sia stato il primo a sollevare la discussione sui diritti delle persone GLBT e che abbia riproposto, dopo anni che non si faceva, spot sulla prevenzione contro le malattie sessualmente trasmissibili. Cosa, fra le altre, passata nel disinteresse più totale anche da parte delle persone GLBT. Lo spot contro l’omofobia in salsa berlusconiana ha molto il sapore della legge del presidente Clinton per gli/le omosessuali nelle forze armate, quel don’t ask, don’t tell ipocrita e offensivo. Ormai è chiaro che alcune associazioni GLBT si nutrono delle briciole che qualche politico fa cadere e urlano al miracolo ogni volta che si fa mezzo passo avanti cercando di intercettare successi che non sono assolutamente tali. Quel “Rifiuta l’omofobia, non essere tu il diverso” poi fa accapponare la pelle. La diversità non è mai violenza, la diversità dovrebbe indurre al dialogo e al confronto e il rifiuto dell’omofobia dovrebbe essere un fatto culturale da inserire con determinazione nella società. Inutile dire che all’estero sono anni che questi spot vanno in onda, questo poi, malamente copiato dai cugini francesi, non aggiunge nulla alla lotta contro l’omofobia. I volantini e gli spot vanno bene ma sino a quando non ci saranno leggi per le persone GLBT, sino a quando non si parlerà apertamente di omosessualità, di identità di genere e di orientamento sessuale, di sessualità, sino a quando non si spiegherà nelle scuole cosa significhi la convivenza fra persone diverse non si andrà da nessuna parte. (Marino Buzzi)
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3 Responses for “La campagna del Governo contro l’omofobia ovvero tanto rumore per poco. Parola d’ordine: superficialità.”

  1. Rainer scrive:

    Ma dov’è il patos che avevano le vecchie pubblicità progresso contro l’AIDS o per la donazione degli organi? questo spot è del tutto distaccato e indifferente, come distaccato e indifferente è il messaggio che comunica, uno spot del genere tra il promo di una Toyota e di un Motorola passa del tutto inosservato. Senza contare che usa ancora le categorie mediche di eterosessuale e omosessuale, come se si usassero in uno spot quello di maschio e femmina piuttosto che di uomo e donna.

  2. Gatto Nero scrive:

    Guarda, ne ho parlato anche io ieri sera sul blog del Gaycamp Italia. Lo spot è veramente fatto male, dal punto di vista comunicativo. Errori, su errori, su errori, su errori. Una immagine completamente distorta del messaggio, che sembra quasi andare a fomentare l’omofobia anziché combatterla. Una roba assurda.

  3. Luca scrive:

    Boh?
    Io credo innanzitutto che intanto sia un passo avanti, secondariamente a me piace…
    Considerando che tanto se anche ne avessero fatti 200 diversi, più incisivi più “moderni” più– più.. più… tnato non sarebbero piaciuti a tutti comunque…
    Ben venga questo spot…
    Tutte le guerre si conquistano battaglia dopo battaglia, qualcuna di cui andare più fieri, qualcuna meno…
    Ripeto… Intanti abbiamo iniziato…

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