Basta piangere sul latte versato, gli Stati Uniti hanno voglia di voltare pagina e, a quanto pare, sull’affare Maine, sembra siano sulla buona strada. A poche ore dalla sconfitta elettorale nel Maine dove un referendum ha privato i cittadini omosessuali del diritto di vedersi riconosciuto il diritto al matrimonio, è dalla Capitale degli USA che arrivano buone notizie per la comunità LGBT.
Nello stato di Washington, i cittadini chiamati al voto hanno approvato la legge sulle unioni civili concedendo alle coppie dello stesso sesso gli stessi diritti, benefici ed obblighi del matrimonio civile, stando ben attenti a non nominarlo. Insomma, a parte il nome, la nuova legge americana ha tutte le caratteristiche del matrimonio. Il risultato soddisfacente sembra allontanare la debacle del Maine facendo ancora sperare, magari timidamente, la comunità LGBT a stelle e strisce.
Altre notizie positive arrivano dalla città di Kalamazoo, nel Michigan, dove i cittadini si sono espressi favorevolmente all’approvazione di un emendamento di una legge di non discriminazione valida nel proprio paese che tenga in considerazione anche l’orientamento sessuale e l’identità di genere. La vittoria è stata schiacciante, con una rapporto di due a uno il Michigan ha parlato chiaro. Dopo che tra il 2007 ed il 2008 il Consiglio Comunale aveva lavorato ad una legge di non discriminazione che proteggesse gay, lesbiche e transessuali, l’ordinanza era diventata realtà solo negli ultimi mesi dell’anno scorso e aveva immediatamente fare i conti con il temutissimo voto popolare, ma sappiamo bene com’è andata a finire.
Da segnalare è anche come ben due terzi dei candidati apertamente LGBT sostenuti dall’associazione con sede a Washington Victory Fund hanno vinto le elezioni o comunque hanno avuto un ottimo successo alle urne. Grande esempio su questo fronte è Houston, quarta più grande città americana, dove Annise Parker (al centro nella foto) sta conducendo una brillante campagna per diventare sindaco con il 31 percento di voti a proprio favore. Che questo basti a far dimenticare la trentunesima (!) sconfitta in un referendum che parla di uguaglianza di matrimonio?
Di sicuro Washington sembra avere tutte le caratteristiche per essere un ottimo posto da cui ripartire. Quello di Washington ad esempio è stato il primo stato ad approvare, con voto popolare via posta (lì si usa così, ecco spiegata la lentezza dei risultati) tutti i diritti ed i benefici del matrimonio a coppie di soli uomini o donne.
Nel Referendum 71 invece agli abitanti dello stato di Washington veniva chiesto di esprimersi in merito alla legge delle domestic partnership firmata dal governatore democratico Christine Gregoire nel mese di maggio. Questo emendamento, nonostante non si occupasse del diritto o della possibilità di matrimonio per le coppie dello stesso sesso, ha attirato l’attenzione del gruppo Protezione Matrimoni della capitale che si è subito lanciato nella difficile impresa di raccogliere ben 138mila firme da presentare al Segretario di Stato. E fu referendum, il settantuno appunto, e fu anche sconfitta. Le cose rimangono come sono e, per una volta, non si può non essere contenti dello status quo.
“Si tratta di una straordinaria vittoria per tutti coloro che hanno a cuore la giustizia e l’uguaglianza” ha dichiarato Josh Friedes, il responsabile della campagna per le Famiglie di Washington Insieme: “Washington ha difeso l’uguaglianza e ha fatto un grande gesto per tutte le famiglie. Non celebreremmo questa vittoria se non significasse un grande impegno civile, ringraziando i nostro staff, i volontari, la nostra comunità e chi ha creduto in noi”. (A. B.)
Notiziegay.com, sempre aggiornato e 'fresco di stampa' sul tuo iPhone oppure un'altro apparecchio di telefonia mobile.
Da oggi potrai provare il piacere di leggere tutte le nostre notizie dove, come e quando vuoi.
Scopri come fare. Clicca.









