Imma Battaglia nell’occhio del ciclone. Sulla graticola e contestata a tutto campo. E lei risponde.

immabattaglia_coverE così dopo il Presidente dell’Arcigay romana Fabrizio Marrazzo, nell’Urbe ad essere contestata ora tocca ad Imma Battaglia, la “pasionaria”, a dire la verità ormai un pò ‘sui generis’ del movimento Lgbtq capitolino.
Prendiamo atto che uno alla volta tutte le ‘baronie’ Lgbtq della capitale vengono toccate da una montante protesta e probabilmente i prossimi ad essere colpiti saranno quelli del Mieli, ormai restano solo loro. Segno che ormai siamo ad una svolta e, se non proprio ad una resa dei conti, ad una forte contestazione verso coloro che i romani reputano del tutto inefficaci ed incapaci di portare avanti istanze che non siano commerciali.
Con lo stesso stile messo in campo da La Repubblica per contestare il nostro Premier, una formula molto in voga e ripreso come tanti pappagalli un pò dappertutto nel web per i temi più disparati. Ovviamente anche dai gay, che in quanto a pappagalismo non sono secondi a nessuno, come nel caso ad esempio delle comiche domande di Gay.it ad Aurelio Mancuso, Presidente dell’Arcigay nazionale e che tante polemiche suscitarono in questa estate criminosa e discriminatoria per molti gay, fino a quelle ultime 10 domande fatte a Marrazzo e le cui risposte sembravano essere l’opera di un autore di ‘Zelig”.

Quindi se ormai quello delle ’10 domande’ sembra essere uno standard nel caso delle “10 domande a Imma” (che, sembrano essere scaturite dalla ‘storica’ visita di venerdì del sindaco Gianni Alemanno al Gay village, visita che ai gay romani ad essere sinceri è piaciuta poco), sembrano ‘sfilacciarsi’ fino ad entrare nel ‘gossip’ e in questioni private. Questioni che forse erano da evitare per essere più autorevoli. Risponderà Imma? Non lo sappiamo. Eccovi le domande come sono state poste alla Battaglia, ora aspettiamo che la Imma risponda, sperando che, non affidi il suo pensiero ad un autore alla Zelig come sembra essere stato il caso delle risposte date dal Marrazzo e che dia risposte un pò più concrete.

Mauro Cioffari e Saverio Aversa (attivisti gay) pongono 10 domande a Imma Battaglia (fondatrice Gay Village).

Tempo di riflessione, di autocritica e di crescita all’interno del Movimento gay, lesbico, bisessuale e transessuale italiano.Movimento ricco, vario e articolato, dove il confronto, purtroppo troppo spesso è mancato. Da qui nasce la voglia, dopo le 10 domande fatte a Fabrizio Marrazzo (Presidente di Arcigay Roma), di ampliare la riflessione sul chi siamo e dove andiamo.

Rivolgiamo 10 domande ad Imma Battaglia, lesbica, attivista e leader storica del movimento GLBTQ, Presidente dell’associazione Di Gay Project e fondatrice del Gay Village di Roma.

1) Venerdì 11 settembre il Sindaco di Roma Gianni Alemanno, facendo visita con la moglie Isabella Rauti al Gay Village, ha dichiarato: “Devo dire che è una bella manifestazione ed è una situazione assolutamente compatibile con la realta’ del quartiere. Appena finita questa edizione si lavorerà per trovare una soluzione che da un lato possa essere positiva per gli organizzatori e, dall’altro lato, che non disturbi e non crei problemi alla cittadinanza”.
Sollecitato dai giornalisti ha aggiunto: “Sono contrario al riconoscimento delle coppie di fatto, ai Dico ed ai Pacs, non tutti i sentimenti umani devono avere un riconoscimento per Legge”.
Ritiene questa risposta un passo avanti per il percorso di emancipazione e di liberazione delle persone omosessuali e transessuali?

2) Il 14 settembre 2008 in una Lettera a “La Repubblica” dichiarava di condividere ogni parola dell’articolo di Francesco Merlo (del 23 agosto 2008) sul vittimismo gay e sul protagonismo mediatico di alcuni autoreferenziali rappresentati del movimento. “Non se ne può più di questo bisogno di urlare una condizione che è normale, non ha nulla di particolare e che, detto seriamente, non subisce alcuna vera discriminazione”. “Tutta la polemica innescata sui giornali non fa altro che aumentare limmagine vittimistica delle persone LGBT”.
Alla luce dei recenti episodi di omofobia e di transfobia che sempre più spesso vengono denunciati ritiene ancora che nel nostro Paese la condizione delle persone GLBTQ sia “normale”?

3) Il Sindaco Alemanno ha promesso una sede fissa per la manifestazione Gay Village (+ telecamere), isola pedonale in Via di San Giovanni in Laterano (+ telecamere).
Come possono contribuire, proposte del genere, alla soluzione del problema della visibilità e della vivibilità, della discriminazione, dell’intolleranza, del pregiudizio, della mancanza di riconoscimenti giuridici e normativi? Non pensa che tali proposte diano solo garanzie ai commercianti piuttosto che ai cittadini GLBTQ?

4) La società italiana vive, da anni, un profondo colfitto di interessi tra l’amministrazione della cosa pubblica per il bene di tutti (Politica) e l’amministrazione dei propri beni privati (Affari).
Non crede che anche all’interno del variegato Movimento GLBT ci sia chi ha anteposto o antepone i propri affari privati agli affari pubblici?

5) Alle elezioni europee del 2009 è stata candidata nelle Liste di “Sinistra e Libertà”, formazione nata dall’incontro di più culture politiche (sinistra DS che non si è riconosciuta nel PD, Verdi, parte di Rifondazione Comunista e socialisti dello Sdi). In una video intervista dichiarava di aver accettato la candidatura per “sostenere il progetto di Sinistra e Libertà e per sostenere la leadership di Nichi Vendola”. Nella stessa intervista aggiungeva: “è fondamentale che la politica torni a dei valori. La politica è impegno civile”. “Non è accaduto nulla da PACS a CUS a DICO”.
Cosa ne è oggi del suo impegno per il progetto di Sinistra e Libertà? Quali sono i valori in cui, oggi, si riconosce?

6) A seguito degli episodi di discriminazione, avvenuti nei confronti delle persone GLBTQ dal Nord al Sud D’Italia, nella Capitale, omosessuali, transessuali e liberi cittadini si sono auto-organizzati, attraverso la “rete”, dando vita, lo scorso 28 agosto 2009, ad un vero e proprio micro-Pride.
La prima fiaccolata, da via di San Giovanni in Laterano al Campidoglio, ha visto la partecipazione di un centinaio di persone. Alla seconda fiaccolata, alla quale abbiamo visto sfilare anche lei, il 4 settembre 2009, hanno partecipato circa 3000 persone. Il terzo evento, venerdì 11 settembre, si è tenuto in Piazza Navona. Un microfono “aperto” a chiunque volesse esprimere un’opinione. Venerdì 18 settembre l’appuntamento è per un presidio in Piazza Montecitorio.
“WE HAVE A DREAM”, dichiarano gli organizzatori dal loro gruppo FaceBook, “nasce al di fuori di ogni formazione politica o realtà associativa in coincidenza con una ricorrenza casuale ma molto particolare. Nello stesso giorno del 1963 ci fu a Washington la marcia per il lavoro e la libertà dei neri americani e in quell’occasione Martin Luther King pronunciò parole ormai storiche: I HAVE A DREAM”. Un movimento dal basso al quale si partecipa senza bandiere di partito e/o di associazioni. Semplicemente con i propri corpi, con le candele e con la bandiera rainbow (unica bandiera che tutti accomuna).
Le rivendicazioni di WE HAVE A DREAM, sono le stesse dei Pride organizzati ogni anno nel nostro Paese (Legge contro le discriminazioni, Legge sulle Unioni Civili, riconoscimento della “piccola soluzione”).
Cosa ne pensa di questo movimento spontaneo? Ritiene che le richieste avanzate siano legittime?

7) Nel 2000, da Presidente del Circolo di Cultura Omosessuale “Mario Mieli” fu tra i protagonisti nell’organizzazione dell’evento “Rome World Pride”. Perchè oggi, come in più occasioni ha dichiarato, non ritiene più utile lo “strumento” Pride per rivendicare diritti?

8) Da protagonisti della stessa storia ricordiamo che l’idea del Villaggio Gay nacque proprio durante l’organizzazione del Pride del 2000 e la prima realizzazione fu a ridosso del Circo Massimo (accanto al roseto comunale).
Oggi il Gay Village è una vera e propria organizzazione commerciale che produce e propone eventi culturali, aggregativi e di massa che però sembrano sostanzialmente non contribuire a cambiare la società che sembra inglobare e neutralizzare come un ghetto questo luogo e le sue potenzialità.
Lei è soddisfatta di questa sistuazione o è disposta a mettere in discussione le finalità del Gay Village?

9) Qualche mese fa il sito gay.tv titolava “Licia Nunez, la donna misteriosa tra Berlusconi e Imma Battaglia” e raccontava che la signora Nunez, coinvolta nel Bari-gate con Giampaolo Tarantini, era legata sentimentalmente e con ogni probabilità, alla leader lesbica di Digayproject Imma Battaglia. Può dirci se si tratta soltanto di gossip senza alcun fondamento di verità oppure se questo legame privato, ove confermato, è in qualche modo collegato alla sua dichiarazione “Fino a pochi giorni fa mi davano candidata con Berlusconi”?

10) Fra i suoi sostenitori c’è chi dice che non tutto il male viene dalla destra con la quale, come ha confermato lei in numerose occasioni, si deve dialogare e cercare alleanze perché i diritti civili sono trasversali agli schieramenti politici. Lei ritiene che fra i violenti che discriminano e aggrediscono fisicamente con botte e coltellate le persone lgbtq ci siano anche soggetti sostenitori delle politiche della sinistra? Pensa che così come esiste un personaggio detto “Svastichella” esista anche un personaggio corrispondente a sinistra e che, paradossalmente, sia detto “Falceemartelletto”?

La ringraziamo anticipatamente per le risposte che vorrà fornirci.
Cordiali saluti,

Mauro Cioffari
Saverio Aversa

(attivisti movimento GLBTQ)
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Aggiornamento
Imma Battaglia ha risposto a tutte le domande. Eccole.



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3 Responses for “Imma Battaglia nell’occhio del ciclone. Sulla graticola e contestata a tutto campo. E lei risponde.”

  1. Saverio Aversa scrive:

    Cari amici della redazione, non sono d’accordo con le vostre considerazioni sulla domanda 9 cioè quella che riguarda il presunto legame della signora Battaglia con la signora Nunez. Questa domanda nasce da dichiarazioni della Battaglia che, mentre a Repubblica scriveva che i gay in Italia non sono discriminati, ad altri giornali parlava della sua compagna rivelando che è un’attrice di cui non puo dire il nome per non crearle dei problemi sul lavoro. Se una persona si autoproclama personaggio pubblico e fa dichiarazioni sulla sua vita privata allora deve mettere in conto che qualcuno possa fare domande in merito. Alla domanda 9 la signora Battaglia non ha risposto dicendo che la sua vita privata riguarda solo lei ma questa affermazione è in contraddizione con le interviste che rilascia alla stampa.

  2. francesca grossi scrive:

    Vi segnalo che le risposte che ieri Imma Battaglia ha inviato a Mauro Cioffari ed a Saverio Aversa, sono già pubblicate su Web, in vari siti.
    Ad esempio: http://gaynews24.com/?p=3626

    Saluti
    Francesca Grossi

  3. martin_luther scrive:

    Concordo in pieno questi personaggi come la battaglia portano avanti solo istanze commerciali si fanno i soldi come si dice a napoli ncuolle ‘e ricchioni e dopo se fregano altamente di divulgare la cultura omosessuale che è molto vasta ricca di letteratura,arte,cinema nonchè di provvedere a tutto il resto come i problemi che hanno i gay disabili problemi che riscontrano quotidianamente e all’interno della stessa comunità gay che spesso li isolano e questa vi domando non è una forma di razzismo?Queste cose in paesi come la Francia la Spagna La Germania non esistono mentre qui le ho viste e come se l’ho viste e anche udite con i miei occhi e le mie orecchie quindi fin quando non ci sarà una vera coscenza un umana coscenza nel mondo gay via da questo mondo persone come la battaglia!

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