La solidarietà data da Alessio De Giorgi equivale per noi omosessuali dare solidarietà ad un ‘collaborazionista’? La chiesa italiana paradossalmente è la prima vittima ‘eccellente’ di quell’omofobia che ultimamente ha sempre nutrito.
Se Boffo è omosessuale”, sostiene Feltri, Boffo non è qualificato a dirigere un giornale schierato contro gli omosessuali, organo di una istituzione, la Conferenza episcopale italiana, rigidissima sul tema; ancor più, Boffo non può pontificare, come ha fatto più volte, in materia di moralità del presidente del Consiglio italiano Silvio Berlusconi”. Un ragionamento che, ammettiamolo, non fa una grinza.
Ma chi è Dino Boffo lo abbiamo ampiamente spiegato qui ed ora vediamo un pò più in dettaglio la sua ‘opera giornalistica’ con questa piccola antologia che riguarda proprio gli omosessuali:
- Dino Boffo è colui che ha criticato con asprezza l’Unità quandoil giornale ha esortato il Pd a prendere provvedimenti contro la Binetti che aveva accostato omosessualità e pedofilia;
- Dino Boffo è colui che che ha difeso con passione e con ogni essenza del suo essere il no della chiesa cattolica alla mozione Onu per la depenalizzazione dell’omosessualità nel mondo
- Dino Boffo si è fatto più volte portavoce della posizione della chiesa cattolica contro i diritti delle persone Lgbtq;
- Dino Boffo ha parlato di “Anticristianesimo di moda” quando il Pd ha ancora attaccato la Binetti che parlava di omosessualità causa innaturale ed a questo punto dimostrando l’esistenza di una sorta di sistema tra L’Avvenire-Boffo e Teodem-Binetti;
Abbiamo tralasciato altre chicche che ad esempio riguardano il drammatico caso di Luana Englaro, quello dell’aborto, quella della pillola Ru486 perchè cerchiamo di indagare attorno al Boffo acerrimo nemico dell’omosessualità e quindi campione di omofobia e della quale ne è rimasto lui stesso vittima eccellente e di riflesso la chiesa. A guardar bene una coppia formidabile che negli ultimi tempi hanno sempre nutrito tutto ciò che poteva essere utilizzato in funzione anti-Lgbtq con atteggiamenti e sistemi fortemente omofobi e forse anche aldilà della decenza.
Fa onore all’uomo De Giorgi la solidarietà messa in campo nei confronti di Dino Boffo, lascia un poco perplessi la posizione del De Giorgi attivista e militante omosessuale. Dobbiamo ammettere che quando abbiamo letto il comunicato, abbiamo fatto un salto sulla sedia e siamo rimasti alquanto stupiti della sua posizione, immaginando che probabilmente qualcosa gli era sfuggito. Ci pare altresì ancor più strana la posizione del De Giorgi in quanto è lo stesso che, ad esempio riuscì a far emettere una sentenza dal Garante della Privacy e cosi’ ammirevolmente illustrato dal suo sito e che noi criticammo. Non siamo ne avvocati ne giuristi per capire se la sentenza del Garante della Privacy si adatterebbe anche al caso Boffo ma a naso, per intuizione, ci sembra proprio di si. Due pesi e due misure? Parrebbe… Qualcuno potrebbe obiettare che tale solidarietà è stata data anche dall’Arcigay del Mancuso al Boffo, vero, ma forse varrà la pena di leggere le parole del Mancuso, soprattutto là dove fa dei distinguo anche pesanti.
Sui media italiani ed internazionali, con rare eccezioni, si fanno discorsi astrusi, surreali, sgangherati, si parla di attacco alla libertà di stampa, alla libertà d’informazione e compagnia cantante evitando sempre ed ipocritamente di entrare nella sostanza del problema: può un omosessuale essere pagato per scrivere contro gli omosessuali e quindi avere una doppia morale? Noi, per quel che ci riguarda non ce la sentiamo di solidarizzare col Boffo, ce la sentiamo di criticare Feltri per il metodo, in funzione grossolanamente omofoba, utilizzato quel “sbatti il frocio in prima pagina” non ci è assolutamente piaciuto ma solidarizzare con Dino Boffo, un personaggio più degno di un Ministero della Propaganda di regimi reazionari, quello no, non ci stiamo. Dino Boffo se fossimo vissuti all’epoca della seconda guerra mondiale, al termine di essa, sarebbe stato annoverati tra gli orrori causati da quel tragico evento: quello dei collaborazionisti. Si’ perchè il collaborazionismo concesso al nemico, per ideologia o per mera opportunità personale, fu una delle piaghe di quella guerra e si veniva fucilati anche per delle semplici sciocchezze.
Collaborazionista è una parola grossa ed impegnativa è vero ma ricordiamoci tutti che la chiesa ci ha dichiarato guerra e, sinceramente, non vediamo nessun altro termine da adattare a questo caso.
Il signor Boffo quindi, a tutti gli effetti possiamo classificarlo tra i ‘collaborazionisi” di quella chiesa dei tanti no ideologici e poco misericordiosa, è inciampato in qualcuno che l’ha smascherato, l’ha messo ‘a nudo’ a confrontarsi in primis con i suoi lettori, in seconda battuta con i suoi editori (che sapevano… eccome se sapevano, ne più ne meno come sapevano tutti i suoi colleghi direttori di giornali) e non ultimi i fedeli, quei fedeli della chiesa cattolica e perchè mai allora gli omosessuali dovrebberoo essere solidoli con lui? (G. M.)
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in effetti meglio la nota di mancuso dell’editoriale di de giorgi.
Può un omosessuale essere direttore di Avvenire? Come no!
Purchè l’omosessualità sia vissuta come vuole la chiesa: nel privato, ipocritamente e soprattutto non sbandierata. In questo senso Boffo è l’uomo ideale: la tipica velata che pur di starsene in santa pace avversa qualsiasi forma di riconoscimento pubblico a vantaggio di un omosessuale… (basta guardare chi c’è ai vertici della chiesa per capire il discorso)
Non si capisce, invece, perchè un omosessuale (di quelli che piacciono alla chiesa) non potrebbe criticare il comportamento di Berlusconi… forse a ben vedere è la persona più titolata….
Povero Boffo. Essere un gay velato immagino che sia già difficile, ma addirittura scrivere tonanti editoriali contro sé stesso ad ogni pié sospinto non dev’essere un’attività molto igienica per la psiche. Dovremmo scrivere la sua triste storia di abnegazione alla causa sul registro delle morti bianche. Comunque, se ha problemi di soldi penso che ci siano migliaia di talk-show e reality vari che farebbero la fila per averlo ospite. E infine potrebbe sempre diventare un opinionista gay di destra, professione che in questo paese sembra essere assai richiesta, data la mole sempre crescente di esemplari che si trovano in giro.
Personalmente, credo che la verità faccia sempre bene. Per quanto mi riguarda, bene fecero anche i giornalisti di destra che fecero spretare Marco Bisceglia, portando così una storia altrimenti nascosta agli occhi dell’opinione pubblica e dando in realtà un notevole contributo al progresso del paese.
Mi viene da ridere quando tipi come De Giorgi fanno i moralizzatori o le guardie svizzere, dimostrano solo che ogni occasione per loro è buona per mettersi in evidenza dando fiato ai polmoni e tirando fuori minchiate come la solidarietà a Boffo. Che inutile cantonata! Sono d’accordo che è meglio il Mancuso. Che abbia imparato a fare il presidente? Beniamino.
Finalmente parole chiare e senza troppa faziosità visto che comunque mettete dei link che evidenziano le colpe ed collaborazionismo di Boffo! Non parole ma fatti i suoi. Lasciamo poi i commercianti a vendere i limoni e torniamo a fare sul serio. Apprezzo molto il vostro lavoro che tra l’altro ha messo in crisi il media gay system italiano visto che venite scopiazzati ogni giorno a larghe mani. In pratica oggi siete voi che conducete il gioco nell’informazione omosessuale stabilendone temi e contenuti. Figuratevi un pò voi che continuate a dorvi ‘piccini’ quanto in realtà siano piccini gli altri, costretti a reclutare manzi da mettere in copertina per tenersi stretti i lettori. Che pensare poi di Queerblog che oggi inizia il concorso “Il culo più bello”?, Che squallore!
Giulio
Evidentemente tutte legnate prese da Mancuso per la marea di cazzate fatte in due anni sono servite a qualcosa visto quello che ha scritto sul caso Boffo. Non mi sembra molto tenero e solidale… anzi. Ringraziamo Alessio De Giorgi per avergliele date queste legnate, ovviamente per fare i propri interessi, non accorgendosi che invece l’ha fatto non solo ribellare ad un sistema di capi e capetti vari dell’Arcigay e facendolo maturare. Ammetto che Aurelio Mancuso non mi ha mai convinto ma oggi mi sento di dargli fiducia.
Walter
per chi fosse interessato, qui una mia lettera aperta al direttore del Giornale, Vittorio Feltri
Lettera aperta a Vittorio Feltri, direttore del Giornale
http://zamparini.wordpress.com/2009/08/29/lettera-aperta-a-vittorio-feltri-direttore-del-giornale/
e qui Due domande su matrimonio e adozioni
Abbiamo rivolto due domande in tema di matrimonio e adozioni ai tre candidati alla segreteria del Partito Democratico, Ignazio Marino, Pierluigi Bersani e Dario Franceschini, a Ivan Scalfarotto (membro coordinamento nazionale mozione Marino), Sergio Lo Giudice (sostenitore mozione Bersani), Debora Serracchiani (sostenitore mozione Franceschini) e a Emma Bonino, Antonio Di Pietro e Gianfranco Fini.
http://zamparini.wordpress.com/2009/09/04/due-domande-su-matrimonio-e-adozioni/
Impariamo innanzitutto che davanti a tutto e a tutti ci sono i nostri interessi e Boffo non li faceva, semmai, gay e stipendiato, faceva il contrario. Ma quale solidarietà e poi hanno ragione in questo articolo: un odioso e ripugnante quanto ossequioso doppiopesismo tra il caso Convertini e il Boffo. Altro che solidarietà… mazzate! Marino.
Condivido in pieno l’articolo. Mettersi a difendere la chiesa cattolica in questo frangente significa non capire che non si puo’, nel bel mezzo di una guerra con tanto di vittime, mettersi a solidarizzare con il nemico in difficoltà. Nemico che ha, come progetto prioritario, quello di annullare i gay dalla scena pubbica di questo paese e continuare a tessere le fila di uno stato parallelo che da 50 anni blocca lo sviluppo civile e sociale dell’italia influendo pesantemente sulle scelte di vita e di libertà di ognuno di noi.
Solidarietà? Mio dio, bisogna avere un bello stomaco! In questo paese tutto è teatrino della politica e gli attori continuano a cambiare ruolo senza pudore, non ci sono posizioni chiare, non c’è coerenza, non c’è il coraggio intellettuale di tenere la barra dritta sui propri obiettivi, forse perchè, alla fine, dietro le quinte tutti si danno la mano ed appartengono allo stesso clan
Feltri ha fatto un grande favore alla chiesa sputtanando Boffo e lo sapeva benissimo che se lo sarebbe tolto dai piedi svelando pubblicamente che era omosessuale. Ma se è vero che tutti i direttori dei giornali come i vari giornalisti sapevano della sua omosessualità, che credibilità mai potevano avere tra i media nostrani lui per primo, poi il suo giornale e per ultima la la chiesa? nessuna. Poi leggendo quello che scriveva, lui, gay dei gay, ci sarebbe da invocare uno psichiatra. E questo vien fuori con la solidarietà. A suon di legnate ed a tutte e due. Una vera vergogna! Enzo.
Frocio e pure sposato… un bell’ometto con cui solidarizzare. Tra lui e Berlusconi chissà chi è il peggiore? Comunque sono d’accordo che nel dare una qualsiasi solidarietà a questi tipi è solo un atto strumentale e De Giorgi in questo è solo un maestro. Ormai gay.it viene frequentata solo per leggere cazzate e vaneggiamenti. Cristhian.
Ormai a gayit si sono bevuti il cervello, fan finta di fare informazione per tenere assieme gli affari che fanno con gli omosessuali ma credo che abbiano aperto gli occhi infatti la frociera Revuelta è un flop e nessuno lo dice. Pensate, prenotate mille persone su una nave che ne contiene duemila e ottocento… Ormai prendono solo insulti nei forum quando aprono un articolo scritto oi piedi, scopiazzato, senza riferimenti, fonti. E questo sarebbe fare giornalismo? Si quello del De Giorgi appunto.
Pietro.