Mai e poi mai ci saremmo immaginati, fin dalla nostra nascita, nel 2007, che un giorno ci saremmo ritrovati a scrivere un articolo a favore dell’Arcigay e del suo presidente-poeta Aurelio Mancuso. Se qualcuno ce lo avesse profetizzato senza tentennamenti gli avremmo riso in faccia. Ma in soli due anni nel nostro paese è scoppiata la rivoluzione. Una rivoluzione all’incontrario a dire la verità, una vera e propria bufera conservatrice, conformista e clericale che ha portato danni di grande rilievo alla nostra democrazia parlamentare come ad esempio l’esclusione della sinistra dal Parlamento o una sgangherata legge elettorale che taglia fuori in modo inesorabile il cittadino dal proporre quello o quell’altro candidato che poi, ovviamente, voterà. Tutto è calato dall’alto, tutto viene deciso da una sorta di ‘grande fratello’ di orwelliana memoria che fà, disfà e decide per il cittadino a cui a quel punto, spetta solo mettere una croce. E’ il trionfo della ‘partitocrazia‘ per usare un termine tanto caro a Marco Pannella.
Ancor peggio, ha visto il ritorno al potere, più forte e tronfia che mai, una destra vuota, insulsa, priva di qualsiasi etica sotto il saldo e dominante potere da parte di una sorta di Trimalcione felliniano: il ‘conducător’ Silvio Berlusconi.
Quindi è in questo quadro che si sono succeduti in questi ultimi mesi una serie di attacchi, dapprima partiti in sordina per poi esplodere al suono della grancassa, giovedì sulle pagine del sito di incontri omosessuali gay.it. Si, usiamo le parole giuste: quei grossi ‘bazaar’ che sono i nostri maggiori ‘portali gay’, in realtà dietro una vetrina fatta di notizie ed articoli il più delle volte facezie civettuole, leggere e frou-frou, frammischiate ad altre più serie e con ambizioni da ‘giornalismo alto’ si nasconde un ipocrita ‘retrobottega’ di tutt’altro genere. Legittimo, per carità, tutto legittimo ma di tutt’altro genere…
E’ legittimo essere proprietari e o gestori di siti d’incontri gay dove il fine reale è fare quattrini facendo girare ‘cazzi e mazzi’, ‘fustacchioni e pelo all’aria’ se non di più… e dove la politica, la cronaca e perchè no, anche l”etica, ben poco hanno a che fare con quanto viene, ripetiamo, legittimamente ostentato con tanto compiacimento (tra l’altro son tutti belli in quelle pagine… non c’è mai uno brutto o ciccione tra le foto nel Carousel di Me2me, ci avete fatto caso? eh si, i brutti non rendono…). E a parer nostro forse sarebbe più onesto e corretto informare i politici che vengono intervistati che i ‘grandi numeri’ portati a casa da questi portali sono dovuti a ben altre motivazioni e che poco hanno a che fare con la politica e la cultura…
Ancora una volta si tratta di casi squisitamente italiani, infatti i principali siti internazionale di cultura ed informazione Lgbtq non mischiano il ‘birdwatching’ con la politica, l’informazione, le discussioni o i dibattiti, se ne guardano bene. Certo, ci sono anche lì articoli leggeri e molte volte anche spinti ma è tutt’altra cosa. L’omosessualità viene inquadrato con un altro punto di vista e senza una persistene morbosità, ci sembra tutto più pulito e forse anche più onesto, almeno a noi così pare.
Per cui attacchi all’Arcigay ed al suo presidente risultano essere oltre che comici, data la provenienza, alquanto sorprendenti e che molte volte stupiscono non solo i lettori del ‘mare magnum finocchio’ della rete ma, pare, anche quelli stessi del portale preso in considerazione, costretto a chiudere i commenti agli articoli in questione lamentando che: “Per colpa di chi intende la libertà di parola come libertà di offesa, minaccia e diffamazione, questo forum è chiuso”…
Che esistano dei ‘pasdaran’ dell’Arcigay è noto ed è probabile quindi che si siano scagliati contro questi articoli, noi non siamo ne ‘pasdaran’ ne simpatizzanti dell’Arcigay ma quella campagna contro l’unica, lo sottolineiamo, l’unica associazione nazionale Lgbtq (siamo realisti ed opportunisti: tutte le altre messe assieme da Aosta a Siracusa, probabilmente riuniscono tanti soci quanti la bocciofila sotto casa: quella della mia zona di bocciofila da sola ne conta duemila…) la riteniamo di questi tempi quanto mai inopportuna. Chi ci segue sa che non siamo mai stati teneri o indulgenti con l’Arcigay ed i suoi rappresentanti, più volte abbiamo riso e fatto ridere a causa delle maldestre azioni del Presidente Mancuso o di altri ‘ras’ dell’associazione degne solo di essere rappresentate satiricamente dato l’effetto che alla fine hanno sortito.
Ma cosa può avere causato questo forte attacco? Un attacco tra l’altro anche personale, quando si fanno i conti in tasca al Presidente Mancuso. Grazie al quale veniamo quindi a scoprire che il presidente di un’associazione che conta più o meno centomila iscritti (questo ce lo dovrebbe dire il Nardini, pare essere il più informato di tutti) porta a casa poco più di 1.400 euro. La puntualizzazione del portale è stata: “Ma allora è un compenso o un rimborso spese? O più semplicemente un rimborso spese forfettario, cui si aggiungono i rimborsi delle spese vive, dietro cui quindi si maschera uno stipendio senza il pagamento dei relativi contributi?”
Ci siamo vergognati per loro a leggere queste parole! Ci siamo chiesti ad esempio quanto avesse deciso di darsi di stipendio il proprietario di Gay.it o quale fosse lo stipendio dei vari ‘direttori dei contenuti’ : mille e quattrocento euri? Ma per piacere! E se ciò fosse che falliti!
Lo ribadiamo nuovamente che non vogliamo prendere le difese del Presidente Mancuso ne tantomeno abbiamo sottoscritto un patto con l’Arcigay ma affermazioni di questo genere non ci sarebbero mai venute in mente talmente sono risibili semmai avremmo criticato il Mancuso di portarsi a casa solo 1400 euro dato il suo incarico!
I tesserati dell’Arcigay con ogni probabilità sono di gran lunga maggiori di qualsiasi partito politico italiano, ed una dignitosa rappresentatività da parte dei suoi dirigenti crediamo sia il minimo indispensabile e che il ‘principio della gratuità delle cariche elettive’ per certi incarichi siano anacronistici ed ormai ridicoli. In pratica il Mancuso si porta a casa uno stipendio da fame per rappresentare 24 ore su 24 no-stop l’Arcigay e questo gli viene rimproverato? Probabilmente il libero mercato gli accorderebbe uno stipendio adeguato al suo ruolo e certamente non inferiore ai quattromila euro mensili, il minimissimo, eppure vengon fatte le pulci sulle spese. Sono questi gli argomenti della critica al Mancuso? Se quando scende a Roma va all’Hotel Byron o alla Pensione Colonna oppure nella famigerata mansarda, in Piazza della Fontana di Trevi, base di un famoso ex onorevole? Se il caffè lo beve liscio o corretto? Lo ripetiamo: proviamo vergogna. Semmai se proprio si deve muovere al Mancuso un’accusa in questo senso è quella di non aver mai pensato e proposto una svolta riformista e manageriale dell’Arcigay.
Critiche che, a legger bene tra le pieghe, si dimostrano alquanto speciose e che ci fanno nuovamente chiedere: ma cosa può avere causato questo forte attacco? A noi viene in mente una sola parola: soldi. Abbiamo provato a cercare altre motivazioni, anche politiche, ma sempre in quella direzione alla fine andavamo a finire: soldi.
Abbiamo un teorema in proposito: liberalizzare il mercato dell’associazionismo gay sfasciando l’Arcigay porterebbe ai più forti (di coloro cioè che hanno fatto in questi ultimi anni sistema nel mondo Lgbtq italiano e molte volte alle spalle dell’Arcigay o addirittura con la sua complicità) e che quindi ne detengono una quota importante di mercato -se non addirittura un monopolio assoluto- un grande aumento di attività dovendo sopperire a tutta una serie di mancanze e questo genera guadagno: soldi.
Non sono questi i tempi giusti per mettere l’Arcigay in liquidazione e fargli fare la stessa fine della sinistra.
In quanto all’affaire Marrazzo, temiamo molto di dover scendere in campo per difenderlo e questo, lo ammettiamo, ci imbarazza non poco. Marrazzo, corre voce, viene accusato da molti ‘mandarini’ dell’Arcigay ‘non di servire una associazione ma servirsi di una associazione’. Cercate di fare in modo che il ridicolo non raggiunga il punto di non ritorno, fermatevi prima. Marrazzo è disinvolto, irresponsabile, tutti difetti dei giovani ricordatevelo, ma bene o male, sa comunicare, eccome! Basta saperlo gestire e quindi il difetto è vostro se è ingestibile!
Vorremmo chiudere dando un consiglio ad Aurelio Mancuso.
In occasione della ‘prima milanese’ del film ‘Milk’ al termine del nostro pezzo scrivemmo: “(…) Ad un certo punto una battuta mi ha colpito: “Salve mi chiamo Harvey Milk e sono quì per arruolarvi tutti”. Mi domando: se una frase del genere l’avesse pronunciata Mancuso di fronte ad una qualsiasi folla Lgbtq, cosa avrebbe raccolto, applausi ed ovazioni come Milk? Sono dell’opinione che raccoglierebbe pernacchie tant’è malandato e a pezzi il movimento o quel che ne resta.(…)”. Fece affetto, lo ammettiamo ma riscosse un grandissimo successo e consensi.
Oggi invitiamo Aurelio Mancuso a ritirare fuori quella frase pronunciata da Harvey Milk modificandola però in questo modo:
“Salve mi chiamo Aurelio Mancuso e sono quì per arruolarvi tutti perchè è con voi che voglio riformare e rilanciare l’Arcigay” dando così un senso alla speranza ed un concreta dignità ad un lavoro che conta decenni ed ha visto impegnati migliaia di iscritti e simpatizzanti che si sono dati totalmente senza cedimenti. Lo faccia Mancuso, pronunci orgogliosamente con voce alta e solenne queste parole al pride genovese e lo faccia diventare il pride della svolta, il pride del rilancio, il pride della lotta e della speranza, dimostri che non è finito, anzi, che è adesso che comincia! Ci dia fiducia e sicurezza! Saranno in migliaia a seguirla! C’è da scommetterci sopra… (Max Forte)
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Sarebbe interessante se De Giorgi illuminasse il popolino boccalone dicendo come abbia costruito “la sua fortuna economica” e se e quanto sia stata determinante la sua “carriera” in Arcigay.
Menzioni il forum e i commenti bloccati. Ma hai visto cos’è in concreto? Uno spazio accessibile a chiunque con un buon margine di anonimato garantito, dove diffamazione, calunnie, outing anche pesanti e di gente “normale”, ne costituiscono gli argomenti principali. A De Giorgi piace tenerlo così, perché i casini per lui si traducono in soldi. E poi diciamolo, perché dietro a quel tipo di anonimato è facile inserire anche commenti studiati a tavolino dagli stessi redattori del sito, per scatenare flames e pilotare le discussioni. E’ l’unico forum in Italia gestito al 99% dagli utenti, in cui vengono censurate soltanto le critiche e i presunti attacchi a De Giorgi e suoi collaboratori. Indecente!