Evoluzione o ‘Second life’? Gianfranco Fini, dal no ai maestri gay al sì alla legge antiomofobia.

gianfrancofini1_cover“Lo so, ora l’intelighenzia mi fara’ a fettine, ma io la penso cosi’: un maestro elementare dichiaratamente omosessuale non puo’ insegnare”. Cosi’, nella primavera 1998, si esprimeva dal palco del Maurizio Costanzo Show, Gianfranco Fini, presidente di Alleanza nazionale, suscitando un fuoco di fila di polemiche. Sono passati 11 anni da quell’episodio e oggi Fini, primo presidente della Camera a compiere un tale atto, ha ricevuto ufficialmente i rappresentanti delle associazioni gay nazionali, che gli hanno sottoposto la richiesta di un impegno per sostenere il varo di una legge anti-omofobia.

Al Costanzo Show, rispondendo al presidente di Arcigay, Franco Grillini, Fini tra l’altro disse: “Un conto e’ affermare che non e’ giusto discriminare la gente per motivi religiosi, razziali, etnici o sessuali, ma cosa diversa e’ stabilire per legge che una coppia gay deve avere gli stessi diritti di una coppia normale. Perche’ l’omosessualita’ non si puo’ considerare una cosa normale. Compiti delicati come quello dell’educatore, soprattutto dell’educatore dei piu’ piccoli, occorre vengano affidati a chi trasmette determinati valori e determinati principi”.

Nel 2005 Fini, vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri, alla festa di Azione giovani alla domanda se avesse cambiato idea sui maestri gay rispose: “Non ho cambiato idea. Allora ho detto che ostentare comportamenti gay puo’ determinare fastidio”.

Un primo sostanziale ’strappo’ avvenne nel dicembre 2006, quando Fini dichiaro’ la propria disponibilita’ a discutere sul tema del riconoscimento dei diritti delle coppie di fatto, comprendendo anche le unioni omosessuali: “Se ci sono diritti o doveri delle persone che non sono tutelati, perche’ fanno parte di un’unione e non di una famiglia, servira’ un intervento legislativo per rimuovere la disparita’. Naturalmente quando parlo di persone mi riferisco a tutti”.

Nel maggio 2007 Fini ritorno’ sull’argomento affermando: “Proprio perche’ rispetto la persona umana e le scelte che liberamente l’individuo fa, non mi permetterei mai di dire che l’ omosessuale e’ un diverso. E’ evidente, pero’, che di questa scelta non possono fare un modello”.

Infine, nel suo ruolo istituzionale di terza carica dello Stato ricevette nell’agosto 2008 una delegazione di sportivi italiani che avevano partecipato agli Eurogames di Barcellona, l’evento sportivo creato dalla comunita’ gay e lesbica europea. “Lo sport – sottolineo’ Fini – puo’ diventare anche veicolo per cancellare le discriminazioni”. (Agi)



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2 Responses for “Evoluzione o ‘Second life’? Gianfranco Fini, dal no ai maestri gay al sì alla legge antiomofobia.”

  1. kikko scrive:

    Sento odor di bruciato: è talmente indaffarato a buttarsi via ogni accusa di fascismo che gli possa pesare sulla futura Presidenza del consiglia che ora si butta a capofitto in ogni cosa che lo fa sembrare un rinato democratico, anzi tra un po’ si fara chiamare Compagno Fini con tanto di pugno chiuso alzato. Personalmente ho sempre visto con sospetti queste conversione, perché credo che anche in questo caso il lupo stia solo cercando di travestirsi da nonnina, ma alla fin fine sempre lupo rimane!

  2. Fabio scrive:

    Comunque non ha ancora ufficialmente ritrattato la frase sui maestri gay.

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